Pasquale Lazzarini

pasqualitt

Pasquale Lazzarini da giovane

Lazzarini, 149 centimetri d’altezza, temperamento fiero e testardo, per tutti Pasqualitt’ per la sua breve statura, è il nostro capostipite.
Nato nel 1882 a Mozzano, frazione del comune di Ascoli Piceno, in seconda elementare, per aver gettato il calamaio al maestro, fu espulso da tutte le scuole del regno.
Libero da impegni scolastici, aiutò il padre che faceva il sensale.
A 16 anni il suo spirito ribelle ebbe il sopravvento e se ne andò da casa, col piglio di chi è intenzionato a non tornare se non dimostrando di avercela fatta.
Al seguito di compaesani approdò a Pavia, città che si apprestava a diventare il primo distretto calzaturiero d’Italia, e trovò occupazione in una fabbrica di scarpe.
In breve Pasquale imparò il mestiere e si inserì nella nuova comunità.
Passarono gli anni e sempre più pensava di trovare definitiva sistemazione in quei luoghi.
Arrivato a 28 anni il sogno sembrò avverarsi, si innamorò di una ragazza del posto, ma fu talmente avversato dai genitori di lei che fu costretto, con la pena nel cuore, a far fagotto e tornare a casa.
Fu li che mise a frutto la sua esperienza lavorativa e trasferitosi ad Ascoli, aprì una bottega di calzolaio in via della Fortezza 9, dove riparava scarpe e costruiva comodi mocassini.
Era il 1911.

Pasquale Lazzarini da anziano

Pasquale Lazzarini da anziano

Rimessosi dalla delusione, Pasquale sposò Marietta, dalla quale ebbe quattro figli, ma a causa di una malattia la moglie morì lasciandolo solo con i piccoli.
Pasquale si risposò e finalmente il travaglio della sua vita sembrò cessare, il lavoro procedeva bene e i figli crescevano.
Uno di questi, Mimì, lo seguì a bottega.
Presto anch’egli imparò il mestiere e quando il genitore si ritirò, ne rilevò l’attività.
Nel riparare le scarpe da gioco dell’Ascoli Calcio, Mimì ebbe l’idea di una scarpa con una nuova concezione, morbida, flessibile e comoda come un mocassino e ne iniziò la lavorazione. Fu un trionfo.
Pasquale visse fino ad 86 anni, si spense nel 1968, in tempo per assaporare il successo dell’attività iniziata da lui.

Quest’anno ricorre il centenario da che Pasquale aprì la bottega.
Akuna, col marchio Cinquestelle, dopo cento anni continua a produrre scarpe calcio artigianali con la tecnica che fu di Pasquale, affinata nel corso degli anni con il lavoro di quattro generazioni, ognuna delle quali ha apportato un solido contributo di lavoro e idee nuove.

L’attuale generazione, la quarta, composta di parenti, affini ed ex collaboratori, festeggia l’anniversario nel ricordo di Pasquale, uomo semplice ma ribelle, che con tenacia ha dato vita ad una storia di lavoro, di lacrime, ma anche di grandi soddisfazioni.